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jo campo

Leggenda della Prata de jo Campo.

È una leggenda che non esiste, o meglio che esiste per chi riesce a vedere come si muovono gli abitanti del Campo, per chi si accorge della luce che cambia, dell’essenzialità e della cura intrecciata con l’abbandono.
Sì perchè è da tanto che l’uomo frequenta e vive il campo, ma un giorno le bestie si sono prese la libertà di muoversi libere, sì muoversi libere senza fare battaglie, semplicemente anche l’ultimo abitante del Campo le vedeva più felici e preferiva osservarle nel loro spostarsi e creare branchi, essere ombre come riflessi, talvolta fantasmi che si nascondono trai carpini e i faggi al limite della piana.
Le staccionate che facevano da limite ora non sono più confine, ma protezione; cavalli, pecore e vacche ancora si ricordano che lì dentro il lupo fa più fatica ad entrare e allora anche degli uomini sono tornati poi lì con i loro cani per aiutarle. Alcuni sono tornati a viverci e sono diventati pure loro ombre, riflessi, fantasmi. Poi c’è chi crede nella leggenda e allora la Prata de jo Campo diventa un luogo come lo è per le bestie che ci abitano. Chi crede nella leggenda entra nella piana e conosce gli animali, gli alberi, gli abitanti, a volte pure se l’inventa perchè la Prata de jo Campo è soprattutto una cosa: libertà.

Nelle ultime foto ci sono le anime al “paesello”.

La leggenda è stata ispirata dall’ibuprofene.
Il Campo esiste sul serio.
© Matteo Mocellin
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