tomba brion
Fuori piove, sono a casa di Davide, un caffè e “cartucce” come piace dire a lui da copiare.
Il lavoro è finito e nella mia mente insiste un luogo che periodicamente torna per vari motivi.
“Ascolta Davide, ma Tomba Brion xe qua tacà no?”
“Sì, sinque minuti!”.
Non ci penso tanto, tenuta da palombaro e percorro quel primo corridoio di cemento. Cerco riparo nel Tempietto, mi fermo, mi guardo attorno e basta poco per isolarmi al suono della gocce sugli specchi d’acqua. Non smette di piovere, me a metto via e comincio a girare, solo due ragazze giapponesi sfidano l’acqua con me.
Ci sono luoghi che basta una volta, altri che non ti stanchi mai.
Il lavoro è finito e nella mia mente insiste un luogo che periodicamente torna per vari motivi.
“Ascolta Davide, ma Tomba Brion xe qua tacà no?”
“Sì, sinque minuti!”.
Non ci penso tanto, tenuta da palombaro e percorro quel primo corridoio di cemento. Cerco riparo nel Tempietto, mi fermo, mi guardo attorno e basta poco per isolarmi al suono della gocce sugli specchi d’acqua. Non smette di piovere, me a metto via e comincio a girare, solo due ragazze giapponesi sfidano l’acqua con me.
Ci sono luoghi che basta una volta, altri che non ti stanchi mai.









